No Mafia
  • La vita è missione, il dovere la sua legge suprema (Giuseppe Mazzini)
    Lui era uno di quelli che quando non ci sono più lo senti (Alessandro Baricco) Dedicato a Mauro Rostagno.
    A cura di Rino Giacalone
  • 26.7.13

    Un capitano Bellodi nella Trapani del 2013

    E’ stato bravo, e c’era da aspettarselo perché non c’è cosa più scontata, è stato bravo ieri pomeriggio il prof. Nando Dalla Chiesa quando ha parlato ai tanti, ragazze e ragazzi, venuti a Marsala per il raduno nazionale dei giovani di Libera.

    Liberainformazione - Niente alte e altisonanti citazioni, passaggi cattedratici, ma semmai parole e consigli semplici per dire, in conclusione, che il pericolo di oggi da sconfiggere è quello che sostiene l’esistenza di “troppa legalità”. Le ultime notizie della cronaca politica e parlamentare, la storia sul 416 ter, lo confermano. Se non ci fosse stata questa voce, “la troppa legalità”, che è purtroppo un coro, da destra a sinistra, uno bravo e capace come Davide Mattiello non avrebbe dovuto sudare le classiche sette camicie per lavorare ad un testo che dapprima è stata osannato per il consenso unanime e oggi non va più bene e purtroppo a dirlo sono anche coloro i quali si sono impegnati nei compiacimenti... (continua)
    26.7.13

    Falcone e Borsellino, 21 anni dopo.
    La mafia è ancora dentro lo Stato”


    Chi vuole può ancora sentire il grido, inascoltato rivolto al presidente Scalfaro nel giorno dei funerali dei loro colleghi: “Fuori la mafia dallo Stato”, degli agenti delle scorte. A giorni l’arrivo a Marsala dei giovani di Libera. “Il potere alla gente” nell’agenda di lavoro 

    Gaspare Giacalone è il sindaco di Petrosino, un piccolo “paesello” che negli anni 80 ha conquistato la sua autonomia dalla più famosa Marsala. Oggi Petrosino pare sia suo malgrado a subissare dal punto di vista della notorietà la “vicina” Marsala. Questo perché una multinazionale europea, che però avrebbe i giusti amici in terra siciliana, la Bbc Power e Tre – Tozzi Renewable Energy , vuole “riempire” il panorama sul mare di Petrosino di una infinita serie di pale eoliche. Se il progetto andrà avanti, se il parco eolico verrà realizzato, di Petrosino si parlerà come del primo paesello di Sicilia che avrà nuovamente una sua muraglia, una bella protezione dagli attacchi che dal mare possono giungere dai pirati. Certo magari le barche dei pescatori perderanno una zona di secca appena sotto costa, per i bagnanti andare al mare non sarà cosa facile, pensate poi quelle foto che serviranno ad invitare i turisti ad arrivare a Petrosino, non c’è dubbio lo scenario in mare che da qualunque parte verrà visto mostrerà le pale eoliche perfettamente allineate sarà un grazioso motivo…per magari cambiare destinazione... (continua)
    18.7.13

    Le parole di un “capomafia”

    Processo per il delitto di Mauro Rostagno, quando una dichiarazione di innocenza viene presentata come una “stupidaggine” 

    Vincenzo Virga
    Aula Bunker “Giovanni Falcone”, Palazzo di Giustizia di Trapani. Mercoledì 16 luglio ore 9,30. La Corte di Assise che sta processando i presunti responsabili del delitto del sociologo e giornalista Mauro Rostagno è appena entrata in aula. Adempiuti gli aspetti preliminari, appello imputati e delle parti, l’imputato Vincenzo Virga, conclamato capo mandamento della mafia trapanese, ergastolano, collegato in video conferenza dal carcere di Parma (lo stesso dove si trova il boss Binu Provenzano), sottoposto al 41 bis, chiede di fare dichiarazioni spontanee. Il fatto è eccezionale. Virga solo in rarissime occasioni, forse tre al massimo, ha chiesto di fare dichiarazioni spontanee nei processi dove è stato imputato. Questa è la prima da quando il processo per il delitto Rostagno è cominciato. Virga si è sempre detto estraneo alla mafia, una volta addirittura disse “io la mafia la conosco dai giornali”. Ecco la sua dichiarazione... (continua)
    9.5.13

    La mafia dei “Cento Passi” e quella di oggi

    Poche settimane addietro l’esito di una indagine condotta dal centro “Pio La Torre” di Palermo ci ha raccontato l’esistenza di una realtà che nessuno davvero in Sicilia può dire “che non conosceva”. 

    I risultati di un sondaggio condotto tra gli studenti, 2 mila studenti delle scuole superiori, hanno consegnato in forma pubblica la convinzione di questi ragazzi secondo i quali la mafia è più forte dello Stato, e lo hanno detto con una consapevolezza altrettanto forte che in questo scenario profondamente negativo può fare ben sperare. Semmai ce ne fosse stata necessità, non c’era bisogno del sondaggio sia per prendere atto che la mafia, oggi cosidetta “sommersa”, è probabilmente più cruenta di quando ammazzava e faceva stragi anche come “service” di altri “poteri” pure criminali (la politica collusa, i servizi deviati, la massoneria che si insinua nelle istituzioni, non sono meno criminali degli assassini mafiosi), nonché per farci rendere conto che oggi quelli più coraggiosi e schietti restano i giovani e c’è da sperare che rispetto ai giovani di ieri, che non erano meno consapevoli, una volta adulti non finiscano con il mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi come fanno purtroppo tanti giovani di ieri che oggi da adulti sono alcuni di essi anche diventati pericolosi collusi e complici se non mafiosi loro stessi, e da queste parti può capitare di ritrovarli al servizio del sanguinario assassino, boss latitante da 20 anni, Matteo Messina Denaro... (continua)
    2.5.13

    D’Alì, il senatore che parlava ai Messina Denaro

    Processo al senatore Pdl per concorso esterno, domani inizia la discussione 

    Ladri e assassini fanno quello che vogliono, e la polizia, con il pretesto di mantenere l'ordine, sta sui campi di calcio.. per guardare la partita! Oppure gioca a fare la guardia del corpo del senatore Ardoli, non è necessario, basta uno sguardo al suo viso per morire di paura! E’ un passaggio di uno dei libri usciti dalla penna del “maestro” Andrea Camilleri. E’ “La gita a Tindari”, il commissario Montalbano nell’occasione si trova a Trapani e per telefono l’ispettore Fazio gli chiede cosa facesse a Trapani non ricevendo però dal suo commissario una risposta precisa, “poi ti dirò” ma intanto Montalbano gli descrive Trapani con queste poche parole…”ladri e assassini fanno quello che vogliono” ... (continua)
    28.3.13

    Barbara, Salvatore e Giuseppe che mai siano morti invano

    “Non ti scordar di me” ad Erice con la Carovana Antimafia ed i Modena City Ramblers. Dedichiamo una via al ricordo del 2 aprile 1985.

    Il prossimo 2 aprile segnerà il 28° anniversario della strage mafiosa di Pizzolungo che causò la morte di Barbara Rizzo Asta e dei suoi due figli, i gemellini Salvatore e Giuseppe di 6 anni. Sarà il momento per rinnovare la vicinanza, solidarietà e sostegno a Margherita Asta, figlia e sorella delle vittime, speriamo di poterlo fare assieme a quanti più cittadini possibili. Un impegno organizzativo non indifferente è stato messo in campo dal Comune di Erice e dal suo sindaco Giacomo Tranchida
    ... (continua)
    6.3.13

    Buon Compleanno Mauro

    Nel segno di Rostagno, presente e futuro della nostra società sono solo dei giovani 

    Sono tante le persone ho dovuto imparare a conoscere leggendo gli atti giudiziari riguardanti le loro morti violente. Purtroppo in questo “maledetto” elenco c’è anche Mauro Rostagno, ucciso a Lenzi di Valderice, provincia di Trapani, il 26 settembre del 1988. Oggi, 6 marzo, è il suo compleanno, avrebbe compiuto 71 anni. Non ci potranno essere né torte né festeggiamenti semmai lui li avesse mai voluti, la sua vita si è fermata a 46 anni.

    Di quante morti come per Mauro Rostagno ho dovuto leggere depistaggi, mascheramenti (noi siciliani li chiamiano ”masciariamenti”), persone oneste la cui coscienza civile è stata dopo la morte ancora sporcata, offesa, vilipesa, per nascondere la mano degli assassini mafiosi macchiata del sangue delle loro vittime; questo è successo tante volte a Trapani, per il magistrato Ciaccio Montalto, per il giudice Alberto Giacomelli, è successo per i morti del 2 aprile di Pizzolungo quando Trapani morbosamente curiosa apposta andò ad interessarsi della vita di quell’uomo, Nunzio Asta, rimasto di colpo senza moglie e senza i suoi due gemellini, i trapanesi non pensarono nemmeno un minuto di cercare di impersonare semmai, anche per un secondo, il dolore immenso che aveva investito Nunzio e Margherita, non provò neppure a interrogarsi sul grado di violenza che la mafia aveva raggiunto e come mai a questa escalation la mafia era riuscita ad arrivare... (continua)


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